Lunedì Espresso ☕️La scorsa settimana abbiamo iniziato a leggere e analizzare le risposte dello State of SDRs of Italy 2026, e c'è un dato che fa riflettere. Secondo le risposte, una sessantina circa, l'82% di chi ha risposto usa l'AI per scrivere email. Ma solo il 22% la usa per fare ricerca sugli account. Stiamo dando all'AI la penna, ma non il cervello ? Gli facciamo generare la prima riga, variare l'oggetto e le sequenze di follow-up — ovvero la parte che facevamo già decentemente. Mentre la parte in cui l'AI ci surclasserebbe— macinare dati, leggere un bilancio in dieci secondi, incrociare i segnali d'acquisto — quella la facciamo ancora a mano. O non la stiamo facendo affatto, che è ancora più grave. Il risultato lo conosci: email più veloci, ma non prospecting più intelligente. Lo conferma un secondo dato del report: il 48% ha meno del 20% del workflow automatizzato, e la sfida numero uno indicata da tutti è sempre la stessa: "come inserire l'AI nella routine quotidiana". Il problema lo sentiamo tutti. Solo che lo stiamo affrontando dal lato sbagliato. Ma se l'AI non dovrebbe scrivere le email, allora cosa dovrebbe fare? Ecco un esempio pratico: L'AI ti trova dei trigger tipo l'azienda X ha appena assunto un nuovo VP Sales. Una grande percentuale di noi ci scrive sopra una mail: "Complimenti per il nuovo ruolo, volevo presentarti…". Trigger raccolto, mail spedita, ma non arrivano risposte. Il fatto è che quel trigger, da solo, non dice niente. Dice qualcosa solo se ci costruisci sopra un ragionamento sensato: un nuovo VP Sales nei primi 90 giorni metterà in discussione i tool e i processi che ha ereditato, ed è esattamente questo l'angolo strategico con cui scrivergli. Raccogliere il trigger è la parte facile, ed è quella che stiamo dando all'AI. Ragionarci sopra è la parte difficile, ed è quella che che gli stiamo dando meno. Qualificare non è un punteggio. È un sistema.Una ricerca di Leadfeeder rivela una cosa semplice e scomoda allo stesso tempo: qualificare un lead non significa dargli un punteggio "a sensazione". È un processo che deve rispondere a due domande separate, senza fare confusione:
Il motivo per cui le nostre pipeline spesso sono piene di fuffa è che continuiamo a scambiare le due cose. Ecco, questo lavoro di incrocio e filtro è la parte da delegare all'AI. All'AI oggi dovremo delegare la parte analitica:
A noi deve rimanere la parte strategica e umana:
Il test da fare questa settimana Prendi un solo account, uno che conta. Chiedi all'AI di aiutarti a costruire una tesi. Tre domande, in ordine:
Fermati un attimo a guardare il risultato. Avrai: un problema plausibile, un angolo, e la risposta pronta all'obiezione numero uno. Non una lista di trigger, ma un ragionamento. E quando poi scrivi l'email, non partirà da "ho visto che avete fatto X". Partirà da un'idea. Che è esattamente il motivo per cui qualcuno ti risponderà. (P.S. Se vuoi tracciare in automatico chi sta già mostrando intent sul tuo sito per applicare questo processo solo a chi è in target, con Leadfeeder abbiamo attivato tre settimane di trial dedicate alla community: finite le prime due, scrivici e ti sblocchiamo la terza gratis). 👉 Attivalo subito qui Smettere di lavorare sulle sensazioni. Vale per il prospecting, vale per te.Stiamo davvero migliorando come sales, o stiamo solo lavorando più in fretta? È la stessa domanda che dovresti farti sulla tua carriera. Come misuri oggi la tua reale crescita professionale? Dai numeri dell'ultimo quarter, che spesso dipendono dal territorio assegnato o dal prodotto? Dall'ultimo feedback positivo del tuo manager durante l'one-to-one? Il Sales Contest 2026 non è progettato per darti un voto o dirti se sei "bravo", ma per farti uno specchio fedele e mostrarti dove puoi fare il salto di qualità. Ti mettiamo nei panni di un sales rep di ShelfPilot, in uno scenario identico per tutti — stesse informazioni, stesso livello di difficoltà, stesse obiezioni — per darti un metro di paragone finalmente oggettivo. Tre cose da sapere:
👉 Iscriviti e misura le tue skill nel Sales Contest 2026 Opportunità della settimanaEMPIRIA PARTNERS — Junior Sales / Business Developer Outbound in un contesto completamente diverso dal SaaS: boutique M&A che segue operazioni straordinarie su PMI italiane. Ti interfacci con imprenditori che valutano decisioni strategiche sulla propria azienda, mentre le controparti sono spesso i principali fondi di Private Equity italiani. Lavori a fianco del team senior, con un percorso di crescita verso un ruolo M&A full-cycle. Una scuola commerciale molto diversa dal software B2B.
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SDRs of Italy è la community italiana del modern sales.Un punto di riferimento per SDR, AE, founder e sales leader che vogliono crescere. Condividiamo strategie pratiche, workflow AI, benchmark salariali e best practice dal mercato. Organizziamo cohort, workshop e discussioni reali per alzare il livello del sales in Italia.Perché crediamo che il sales non debba essere solo un lavoro di passaggio, ma una carriera di cui essere fieri
Immagina di essere in call con un prospect durante una discovery. Prospect: "Stiamo facendo fatica a portare a regime velocemente i nuovi commerciali." Tu: "Quanto dura oggi il vostro onboarding?" Prospect: "Circa tre mesi." Hai individuato un problema. Te lo scrivi e d'istinto ti viene naturale passare alla fase successiva della discovery. Budget? Chi decide? Tempistiche? Però aspetta. Hai trovato un possibile problema, ma non sai ancora quanto sia importante per quell'azienda. Tre mesi...
“Mandami una mail.” Probabilmente una delle frasi che hai sentito più spesso da parte di un prospect. Soprattutto in questi mesi estivi. E la tentazione di rispondere “assolutamente, gliela mando subito” è dietro l’angolo. Riattacchi, apri Gmail e parti: “Come anticipato telefonicamente, le invio qualche informazione sulla nostra soluzione…” Premi invio ma in fondo, lo sai già. Quella mail probabilmente non verrà mai letta. Il problema è che “mandami una mail” non significa una cosa sola. Può...
Negli ultimi mesi abbiamo parlato con alcuni dei professionisti sales che stimiamo di più, per capire come ragionano quelli più bravi. Mettendo insieme le conversazioni, sono emersi diversi punti in comune. Stesse parole, stessi principi, stesso approccio — anche da persone che lavorano in aziende, ruoli e contesti completamente diversi. In questa edizione ne abbiamo scelti sette, e da ognuno ci siamo portati via una lezione. Tutte imparate sul campo. Rubale qui sotto. Francesco Magallo, Key...