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“Mandami una mail.” Probabilmente una delle frasi che hai sentito più spesso da parte di un prospect. Soprattutto in questi mesi estivi. E la tentazione di rispondere “assolutamente, gliela mando subito” è dietro l’angolo. Riattacchi, apri Gmail e parti: “Come anticipato telefonicamente, le invio qualche informazione sulla nostra soluzione…” Premi invio ma in fondo, lo sai già. Quella mail probabilmente non verrà mai letta. Il problema è che “mandami una mail” non significa una cosa sola. Può essere un modo educato per scaricarti. Può essere semplicemente il momento sbagliato. Può esserci un interesse reale. Oppure quella mail deve finire sulla scrivania di qualcun altro. Quattro situazioni diverse, nascoste dietro le stesse quattro parole. E forse la skill non è trovare la controbattuta perfetta. È capire quale delle quattro hai davanti prima di riattaccare. Durante il 2025, nel nostro gruppo WhatsApp, abbiamo raccolto alcune delle risposte alle obiezioni che ci sono piaciute di più, condivise dai membri della community. Ne abbiamo riprese alcune e provato a capire quando usarle. 1. Se vuoi capire cosa gli interessaLa più semplice. Lui dice: “Mandami una mail.” Tu: “Certo. Solo per scriverla bene: cosa dovrei evidenziare?” Poi ascolta. Se arriva un generico “mah, qualcosa sull’azienda”, non hai scoperto molto. Se invece ti dice: “Mi interessa capire come gestite X, perché noi oggi facciamo Y…” la conversazione cambia. Adesso hai qualcosa su cui scavare: “Chiaro. E su X cosa state cercando di migliorare?” Non hai combattuto l’obiezione. L’hai usata per aprire la discovery. 2. Se secondo te è solo il momento sbagliatoA volte non ti sta dicendo no. Gli hai telefonato mentre ha quattordici tab aperte, una riunione tra tre minuti e zero voglia di iniziare una discovery con uno sconosciuto. Qui puoi fare una cosa semplice: togliere pressione. Tutta. “Certo. Prima di lasciarti andare: c’è qualcosa che avrebbe senso mandarti, così evito la solita presentazione da venti slide?” La parte interessante è proprio “prima di lasciarti andare”. Gli stai dicendo: tranquillo, non userò la tua risposta per tenerti al telefono altri dieci minuti. E a quel punto può succedere qualcosa di utile. Magari ti dà un’indicazione precisa. Magari no. Se emerge qualcosa, bene. Se non emerge niente, mandi quello che hai promesso e vai avanti. Non ogni obiezione deve diventare una battaglia. 3. Se sospetti che ti stia scaricandoA volte te ne accorgi subito. Quel “mandami una mail” non sembra una richiesta. Sembra un modo educato per chiudere la telefonata. Qui rispondere: “Certo, ma prima possiamo fissare 15 minuti?” non aiuta tanto. Ti ha appena chiesto una way out e adesso gli stiamo chiedendo altro tempo. Meglio togliere pressione e capire subito come stanno le cose: “Volentieri. Ti faccio solo una domanda, così evito di rincorrerti dopo: è un tema che ha senso approfondire o preferisci che ti mandi qualcosa e ci fermiamo qui?” È diretto e se non c'è interesse, meglio saperlo adesso che scoprirlo dopo sei follow-up. Ma potrebbe anche risponderti: “No guarda, il tema mi interessa. È solo che in questo momento…” E quella risposta cambia il gioco. Perché adesso sai che non ti stava necessariamente dicendo “non mi interessa”. Ti stava dicendo “non adesso”. Sembrano quasi la stessa cosa quando sei al telefono. Commercialmente, non lo sono affatto. 4. Se quella mail deve finire a qualcun altroQuesta è facile da sottovalutare. Prospect: “Mandami una mail.” Tu: “Certo. La leggi solo tu, o ha senso scriverla in modo che tu possa girarla anche a qualcun altro?” Magari arriva questa risposta: “In realtà dovrei passarla al responsabile Operations…” Interessante. Trenta secondi fa quello stakeholder per te non esisteva. Ora gli si può chiedere: “Perfetto. Cosa interesserebbe soprattutto a lui?” E improvvisamente non stai più soltanto preparando una mail. Stai iniziando a capire come si muove una decisore all'iinterno di quell’account. Poi, però, quella mail devi mandarlaQui si vede subito se la telefonata è servita a qualcosa. Un test pratico: la mail contiene almeno una cosa che non potevi sapere prima della call? Se la risposta è no, la telefonata non ti ha lasciato niente in mano. Guarda la differenza. ❌ ✅ Non è questione di trovare il copy perfetto. La differenza è più semplice: la seconda potresti mandarla solo a Marco. La prima potrebbe partire per altre cinquanta aziende. 🛠️ Quick fixRiprendi le ultime 5 mail che hai mandato dopo una cold call. In ognuna, cerca una frase che non avresti potuto scrivere prima di parlare con quella persona. Se la trovi, top! la call ha lasciato qualcosa di positivo nel follow-up. Se non la trovi, il problema non è il copy. Ripensa alla call. C'era una domanda in più che avresti potuto chiedere prima di riattaccare? Un ultima cosaC'è un cambiamento interessante nell'outbound. Per anni il modello che abbiamo adottato è stato sequence-led: costruisci una lista, fai partire una sequenza e aumenti il volume. Sempre più team stanno iniziando a ragionare al contrario: signal-led. Non parti dalla lista. Parti da un avvenimento. Ad esempio, un cambio di ruolo, un'assunzione, una visita al sito, un account che torna più volte sulle pagine prodotto. Negli USA questo approccio è molto più diffuso che in Italia. Mentre molti team stanno ancora cercando di aumentare il volume, puoi iniziare a migliorare il momento in cui fai outbound. È anche il motivo per cui usiamo Leadfeeder che permette di vedere quali aziende stanno visitando il tuo sito e quali pagine stanno guardando. È uno dei segnali che puoi usare per decidere dove vale la pena investire tempo. Per la community abbiamo attivato un trial esteso di tre settimane. (Quando termina il free trial, scrivi a info@sdrsofitaly.com e te lo riattiviamo per un altra settimana). 👉 Prova Leadfeeder con il trial dedicato alla community Buon Prospecting! |
SDRs of Italy è la community italiana del modern sales.Un punto di riferimento per SDR, AE, founder e sales leader che vogliono crescere. Condividiamo strategie pratiche, workflow AI, benchmark salariali e best practice dal mercato. Organizziamo cohort, workshop e discussioni reali per alzare il livello del sales in Italia.Perché crediamo che il sales non debba essere solo un lavoro di passaggio, ma una carriera di cui essere fieri
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