Lunedì Espresso ☕️Pensa all’ultima volta che hai comprato qualcosa di cui non conoscevi niente. Un materasso, un abbonamento a un software, una bici. Cosa è successo? Sei andato online, letto recensioni, confrontato alternative, guardato un paio di video. Ti sei prima fatto un’idea in autonomia. E quando finalmente hai parlato con un commerciale, (se ci hai parlato), la decisione era probabilmente già presa al 90%. Allora perché pensiamo che i nostri prospect B2B si comportino diversamente? Il buyer moderno fa molta ricerca in autonomia e arriva al commerciale più avanti nel percorso, spesso già con una shortlist mentale costruita. E questo cambia tutto per chi fa outbound. Quando il prospect risponde alla tua cold email, normalmente è già avanti nel processo di valutazione. Non perché la tua email fosse sbagliata, ma perché sei arrivato dopo che la shortlist aveva già iniziato a formarsi. Starai pensando, ok quindi il cold outbound è morto. No! Funziona ancora, ma funziona meglio quando intercetta il prospect mentre è ancora in fase di valutazione, non dopo. Come fai a sapere chi sta valutando adesso? Te lo dicono loro stessi, non necessariamente a parole, ma con i segnali che lasciano. Come capire chi è pronto a comprare, 4 segnali da monitorare.
E questa regola vale per tutti e quattro i segnali: mai citare la traccia, sempre il problema che c'è dietro. In pratica, la differenza è questa. Hai visto che stanno assumendo tre SDR: ❌ "Ho notato che state assumendo 3 SDR..." - hai letto un job posting, complimenti. ✅ "Quando un team outbound cresce così velocemente, il collo di bottiglia diventa quasi sempre la qualità dei contatti puliti. State riscontrando anche voi questa frizione?" Stesso segnale, ma nel secondo caso parli del suo problema, non della tua ricerca. Il punto, comunque, non è il singolo segnale: è quando i segnali si sommano. Un'azienda del tuo target che ha appena cambiato Head of Sales, e in più qualcuno di loro sta girando sul tuo profilo? Quella è una telefonata da fare stamattina. Le altre possono aspettare. Esiste però un errore che può rovinare tutto questo lavoro ancora prima di iniziare: cercare i segnali sulle aziende sbagliate. È successo a Francesco, (ce lo racconterà meglio mercoledì). Per un lungo periodo era convinto che il suo mercato fosse l'automotive. E ci stava; il prodotto si incastrava bene, i casi d'uso erano chiari. Poi ha iniziato a monitorare chi visitava il suo sito. Il 99% erano aziende manufacturing. Per mesi aveva cercato i segnali giusti nel posto sbagliato. Scoprire se ti sta succedendo la stessa cosa richiede mezz'ora. Quick fix Prendi gli ultimi 15 deal arrivati in fondo alla tua pipeline, vinti o persi. Per ciascuno annota settore, dimensione dell'azienda e ruolo del champion. Poi confrontali con il vostro ICP ufficiale. Se i deal che chiudono non assomigliano al cliente ideale che avete mappato, non è detto che il problema sia di prospecting. Potrebbe essere il vostro ICP a essere rimasto indietro rispetto al mercato. Ed è qui che entrano in gioco i segnali d'intento. Ti aiutano a capire non solo chi contattare, ma soprattutto quando farlo. Il problema è che questo esercizio funziona benissimo su dieci account. Quando gli account diventano cinquecento, serve un metodo diverso. Di questo ne parliamo nel webinar di mercoledì con Leadfeeder. Cosa ti porti a casa mercoledìParliamo della customer journey del buyer B2B in Italia, con numeri alla mano, e del perché fare solo cold outbound non basta più. Francesco ci racconterà per intero la storia dell'ICP mancato, spiegando come ha fatto a focalizzarsi sul mercato sbagliato senza accorgersene. Poi vedremo la parte sui segnali di intento: cosa sono e come si usano a livello operativo, entrando direttamente nella routine quotidiana di Francesco per vedere come seleziona, ogni singola mattina, la sua "top 5" di aziende prioritarie da aggredire. Problema prima delle soluzioni, casi reali e Q&A finale. Se hai una domanda sul tuo caso specifico, questa è l'unica occasione per farla live. Iscriviti qui 👉 https://www.linkedin.com/events/7476195630269407232?viewAsMember=true 💼 Opportunità della settimana SD WORX - Senior SDR Uno dei principali provider europei di servizi HR e Payroll: 150+ Paesi, 96.000 aziende, 5,7 milioni di dipendenti gestiti. Posizione interessante se hai già esperienza come SDR/BDR e cerchi un ruolo con più ownership: lavorerai a stretto contatto con Sales e Marketing contribuendo a costruire processi, metodologie e best practice sul mercato italiano — non solo a eseguire. Gestione lead inbound, sequenze multi-canale, analisi di KPI e conversion rate. 👉 https://docs.google.com/document/d/1-giN_ST7mDbZXW5omTZ8PuRz3kE2PkbAk_OMaYyqbCo/edit?tab=t.0 🏆 Se le skill preferisci dimostrarle Le iscrizioni al 3º Sales Contest 2026 sono aperte. 👉 Scopri di più qui Happy prospecting, |
SDRs of Italy è la community italiana del modern sales.Un punto di riferimento per SDR, AE, founder e sales leader che vogliono crescere. Condividiamo strategie pratiche, workflow AI, benchmark salariali e best practice dal mercato. Organizziamo cohort, workshop e discussioni reali per alzare il livello del sales in Italia.Perché crediamo che il sales non debba essere solo un lavoro di passaggio, ma una carriera di cui essere fieri
Abbiamo i nostri 24 semifinalisti! 🏆 La prima fase del Sales Contest 2026 si è conclusa venerdì scorso. Dopo le simulazioni di cold calling con l'Operations Director di Shelf Pilot, interpretato da un buyer AI, abbiamo finalmente i nomi dei 24 partecipanti che passano al turno successivo! Tra i semifinalisti troviamo profili molto diversi. Studenti, SDR alle prime armi, professionisti con anni di esperienza, leader e founder. Esperienze e percorsi differenti, ma tutti messi alla prova sullo...
Nella cohort sul social selling della settimana scorsa abbiamo parlato anche di video DM e di come adattarli al processo di prospecting. Andiamo subito ai numeri. Nicola Carboni, che ha condotto la sessione, vede circa il 30% di risposte e per ogni 10 video mandati più o meno un meeting. Poi inevitabilmente siamo finiti a parlare di automazione su questa parte. Nel 2026 viene quasi automatico chiederselo. La risposta di Nicola è stata l'opposto di quello che ti aspetteresti: “Forse è meglio...
Per anni il modo di fare outbound è stato più o meno questo: definisci il mercato, costruisci una lista, trovi le persone giuste e le inserisci in una sequenza. Email → call → LinkedIn → follow-up. Poi aumenti il volume, guardi quante persone rispondono e provi a trasformare quelle risposte in meeting. Ha funzionato e, parliamoci chiaro, continua a funzionare. Ma proviamo a cambiare leggermente prospettiva. Immagina di avere davanti 500 aziende che rispettano perfettamente il tuo ICP. Una ha...